Inadempimento contrattuale: cosa fare se un contratto non viene rispettato

Firmare un contratto significa assumere obblighi che devono essere rispettati dalle parti. Quando una delle due non esegue correttamente quanto concordato, esegue la prestazione solo in parte oppure la esegue in ritardo, può nascere una situazione di inadempimento contrattuale.

Il problema può presentarsi in moltissime situazioni: una fornitura non consegnata, un servizio eseguito in modo incompleto, una somma che non viene pagata, lavori che non vengono terminati oppure un accordo commerciale che una delle parti decide improvvisamente di non rispettare.

Prima di iniziare una causa è però importante comprendere esattamente cosa preveda il contratto, quale obbligo sia stato violato e quali conseguenze abbia prodotto l’inadempimento.

Quando si parla di inadempimento contrattuale

Non ogni difficoltà nell’esecuzione di un contratto determina automaticamente una responsabilità.

In generale, il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta può essere tenuto al risarcimento del danno, salvo che dimostri che l’inadempimento o il ritardo siano derivati da un’impossibilità della prestazione dovuta a una causa a lui non imputabile. Questo principio è previsto dall’articolo 1218 del Codice civile.

Occorre quindi valutare concretamente cosa sia successo.

Un pagamento effettuato con pochi giorni di ritardo può avere conseguenze molto differenti rispetto alla completa mancata esecuzione della prestazione. Allo stesso modo, una prestazione eseguita solo parzialmente deve essere confrontata con quanto effettivamente previsto dal contratto.

Il primo passo è controllare il contratto

Prima di inviare contestazioni o iniziare un procedimento è necessario leggere con attenzione il contratto.

Bisogna verificare quali obblighi siano stati assunti dalle parti, quali siano le scadenze, se siano previste clausole relative all’inadempimento e se esistano procedure specifiche da seguire prima di interrompere il rapporto.

Particolare attenzione deve essere dedicata alle clausole riguardanti recesso, risoluzione, penali, termini essenziali e modalità di contestazione.

Anche eventuali integrazioni successive, email e accordi scritti possono essere importanti per ricostruire correttamente il rapporto.

Mancato pagamento

Una delle forme più frequenti di inadempimento riguarda il mancato pagamento.

Può trattarsi del prezzo di una fornitura, del compenso per una prestazione professionale, di una rata prevista da un contratto oppure di qualsiasi altra somma dovuta.

Il primo problema consiste nel verificare se il credito sia effettivamente maturato e quale documentazione ne dimostri l’esistenza.

Contratti, fatture, ordini, ricevute, email e comunicazioni possono contribuire a ricostruire il rapporto.

Quando il credito è documentato, può essere valutata una richiesta formale di pagamento e, se necessario, un successivo procedimento di recupero.

Prestazione eseguita male o solo in parte

L’inadempimento non consiste necessariamente nella completa mancata esecuzione.

Una parte può avere svolto il proprio lavoro, ma in maniera diversa da quanto concordato.

Può accadere, ad esempio, che un servizio venga consegnato incompleto, che un lavoro presenti difetti oppure che una fornitura non rispetti le caratteristiche pattuite.

In questi casi è particolarmente importante documentare le contestazioni.

Fotografie, perizie, comunicazioni e documenti possono essere decisivi per dimostrare in cosa consista la difformità rispetto agli accordi.

Ritardo nell’adempimento

Anche il ritardo può assumere rilevanza.

Non tutte le scadenze hanno però la stessa importanza.

In alcuni rapporti, ricevere la prestazione con qualche giorno di ritardo può non compromettere realmente l’interesse del creditore. In altri casi, invece, il rispetto di una determinata data può essere essenziale.

Si pensi a una fornitura necessaria per un evento oppure a un’attività che deve essere completata prima di una determinata operazione commerciale.

Per valutare le conseguenze del ritardo è quindi necessario considerare sia il contratto sia l’interesse concreto delle parti.

Inviare una contestazione formale

Quando l’altra parte non rispetta il contratto è spesso opportuno evitare di limitarsi a telefonate o messaggi informali.

Una contestazione scritta permette di documentare il problema, indicare quale obbligo non sia stato rispettato e specificare ciò che si richiede.

A seconda della situazione può essere domandato il pagamento, il completamento della prestazione, la correzione di quanto eseguito oppure un’altra soluzione.

Una comunicazione formale può inoltre rappresentare il primo passaggio verso una successiva azione legale.

Diffida ad adempiere

In determinate circostanze può essere utilizzata la diffida ad adempiere, disciplinata dall’articolo 1454 del Codice civile.

Si tratta di uno strumento con il quale una parte invita formalmente l’altra ad adempiere entro un termine, dichiarando che, trascorso inutilmente quel termine, il contratto sarà considerato risolto. La disciplina prevede condizioni specifiche e non ogni semplice sollecito può essere considerato automaticamente una diffida ad adempiere.

Per questo motivo è importante che la comunicazione venga predisposta valutando attentamente il contratto e la natura dell’inadempimento.

Chiedere l’adempimento oppure la risoluzione?

Quando una delle parti non rispetta un contratto a prestazioni corrispettive, l’altra può, nei casi previsti dalla legge, chiedere l’adempimento oppure la risoluzione del contratto, fermo restando l’eventuale diritto al risarcimento del danno. L’articolo 1453 del Codice civile disciplina proprio la risoluzione per inadempimento.

Le due strategie rispondono a esigenze differenti.

Se il cliente ha ancora interesse a ricevere la prestazione, può essere preferibile chiedere che il contratto venga eseguito.

Se invece il rapporto non ha più utilità oppure l’inadempimento ha compromesso definitivamente la fiducia tra le parti, può essere opportuno valutare la risoluzione.

La scelta deve essere effettuata caso per caso.

Non ogni inadempimento permette di sciogliere il contratto

La risoluzione non può essere richiesta automaticamente per qualsiasi violazione.

Il Codice civile prevede che il contratto non possa essere risolto quando l’inadempimento abbia scarsa importanza rispetto all’interesse dell’altra parte. Anche la gravità dell’inadempimento deve quindi essere valutata concretamente.

Questo significa che una violazione marginale potrebbe non essere sufficiente a giustificare lo scioglimento dell’intero rapporto.

La valutazione deve considerare la natura del contratto, l’importanza dell’obbligo violato e le conseguenze effettivamente prodotte.

Risarcimento del danno

L’inadempimento può provocare anche un danno economico.

Non è però sufficiente sostenere genericamente di avere subito un pregiudizio.

È necessario individuare quali conseguenze siano effettivamente derivate dalla mancata o inesatta esecuzione del contratto e dimostrarle attraverso documentazione adeguata.

Fatture, preventivi, contratti successivi, comunicazioni e altri documenti possono contribuire alla quantificazione.

Il risarcimento deve quindi essere valutato insieme alla specifica vicenda contrattuale.

Clausola penale

Alcuni contratti prevedono una somma predeterminata che deve essere pagata in caso di inadempimento o ritardo.

È la cosiddetta clausola penale.

Il Codice civile disciplina questo strumento prevedendo, in linea generale, che la penale consenta di predeterminare le conseguenze economiche dell’inadempimento, salvo quanto eventualmente previsto dalle parti riguardo al danno ulteriore.

Quando nel contratto esiste una clausola di questo tipo è importante verificarne attentamente il contenuto prima di formulare la richiesta.

È sempre necessario iniziare una causa?

No.

Una controversia contrattuale può spesso essere risolta attraverso una trattativa.

Dopo una contestazione formale, le parti possono concordare il completamento della prestazione, una riduzione del prezzo, un pagamento rateizzato oppure la cessazione consensuale del rapporto.

Una soluzione negoziale può essere particolarmente utile quando entrambe le parti hanno interesse a evitare un contenzioso lungo e costoso.

La convenienza dell’accordo deve però essere valutata sulla base della forza della propria posizione e del risultato concretamente ottenibile.

Quando può servire un avvocato

L’assistenza di un professionista può essere utile quando l’altra parte contesta l’inadempimento, quando sono coinvolte somme importanti oppure quando si deve decidere se proseguire il contratto o chiederne la risoluzione.

Un avvocato può esaminare il contratto, ricostruire gli obblighi delle parti e valutare quali strumenti siano più appropriati.

È preferibile intervenire prima di assumere iniziative irreversibili.

Una comunicazione formulata male oppure l’interruzione unilaterale del rapporto senza adeguata valutazione possono infatti complicare ulteriormente la controversia.

Quali documenti conservare

Quando nasce un problema contrattuale è importante raccogliere tutto ciò che può dimostrare il rapporto tra le parti.

Oltre al contratto devono essere conservati ordini, preventivi, fatture, ricevute, email, PEC, messaggi e qualsiasi altra comunicazione rilevante.

È utile anche predisporre una breve cronologia con le principali date: firma del contratto, scadenze, contestazioni e risposte ricevute.

Una documentazione ordinata consente di comprendere più velocemente se vi siano i presupposti per una richiesta.

Inadempimento contrattuale e assistenza legale a Milano

Una controversia derivante da un contratto può richiedere valutazioni molto diverse a seconda della natura dell’accordo e del comportamento delle parti.

Prima di iniziare un giudizio è quindi opportuno comprendere se sia possibile ottenere l’adempimento, raggiungere un accordo oppure chiedere la risoluzione e il risarcimento degli eventuali danni.

Per problematiche relative a contratti, obbligazioni e controversie tra privati o imprese è possibile approfondire i servizi nella pagina dedicata all’avvocato civile a Milano.

Cosa fare quando un contratto non viene rispettato

Quando emerge un inadempimento, la cosa più importante è evitare decisioni impulsive.

Occorre verificare il contratto, raccogliere le prove, contestare formalmente il problema e valutare quale risultato si desideri ottenere.

Non sempre sciogliere il contratto rappresenta la soluzione migliore. In alcuni casi è più conveniente pretendere l’adempimento; in altri può essere preferibile chiudere il rapporto e richiedere il risarcimento dei danni eventualmente subiti.

La strategia deve essere costruita sulla base del singolo caso, perché anche due controversie apparentemente simili possono richiedere soluzioni completamente differenti.